
Un'acquila in un grido mi ha detto.
La montagna e' una piramide.
Lupi e stambecchi gironzolano in alto. La marmotta fischia lontano.
Sotto, nel bosco, ci sono lo scorrere liscio dei serpenti, il ticchettio degli insetti, il batter d'ali sincopato di uccelli e farfalle. Cervi, camosci, cerbiatti. Querce, larici, pioppi. E ancora muschio, sassi, foglie colorate o scricchiolanti, un odore forte di acqua, un lombrico secco fra le formiche, rami duri , funghi. Vita che nasconde, morte che nasce. Morte che dona vita, vita che porta morte. Battaglia zitta, violenza travestita. Splendido ritmo autosufficiente.
Pecore, capre, mucche, maiali ruminano pazienti. Sono stati facili da corrompere, pancia piena e vita in attesa. Aspettano una manciata di cibo come aspettano la sera e la mattina, aspettano un invito e un ordine o qualcuno che gli uccida.
Sotto tutto c'e' un valle di asfalto. E' lì stanno i piccioni, dentro le gabbie. Brutti, grigi, malati. Mangiano male, topi alati che hanno venduto la voglia di volare.
Portano un collare di seta colorata. Parlano e decidono di liberta'.
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